Augusto Attili (Roma, 1946) manifesta fin da giovanissimo una spiccata tendenza per le arti figurative: disegna e dipinge fino a quando, completati gli studi classici e laureatosi in giurisprudenza intraprenderà percorsi che lo costringeranno a diverse soluzioni di continuità.
L’incontro con Alessandro Prayer, pittore romano trasferitosi a Giove intorno alla metà degli anni ’80 è determinante per un suo ritorno all’attività artistica: frequenta il suo studio per lunghi periodi, stabilendo con il Maestro anche un sincero e duraturo rapporto di amicizia.

Negli stessi anni frequenta anche altri artisti di diverse tendenze ed affianca alla pittura anche esperienze in ambito fotografico, sostenuto dai Maestri Giulio Pace e Simone Casu.
Nel suo percorso artistico appare evidente una intensa ricerca sostanziale che deliberatamente tenderà ad allontanarlo dalla perfezione del segno: questo aspetto si rileva in particolare nella sua più recente produzione, ove numerosi dettagli formali vengono sacrificati alla semplificazione, caratterizzando in modo indelebile il suo percorso stilistico frutto di una formazione marcatamente post-impressionista, mai statica ma in continuo divenire…
Dopo alcune precedenti collettive nel 98 a Giove, in occasione del Festival “Il sole e la luna” la sua pesonale compendia buona parte delle esperienze maturate nello Studio Prayer.
Segue la partecipazione a “Incontrarti” (Gualdo Tadino – ottobre 2000), quindi con Galleriaumbriarte espone a Orvieto ( Palazzo dei Sette -2004), Amelia (collettiva “Terre Umbre”-2005) e ancora ad Amelia nel 2007 (Museo Civico) in una personale dal titolo “Amelia dentro e fuori le mura” con il Patrocinio dell’Amministrazione Comunale.
Nel 2008 espone a Torino (Villa Gualino), poi a Spoleto in occasione del Festival dei Due Mondi nel 2010 e nel 2011.

Nell’agosto 2013, nell’ambito di una rassegna curata dall’Assessorato alla Cultura della Regione Umbria è presente negli spazi espositivi del Museo Civico del Comune di Amelia con una sua personale composta da dieci installazioni dall’emblematico titolo “Irriverenze”, realizzata con l’utilizzo di centinaia di scarpe vecchie e altri materiali poveri che ironizza sui temi delle grandi opere milionarie e su tutto l’indotto economico che gravita intorno ad esse.
Nel 2017/2018 la mostra a Orte “Suggestioni della memoria” a cura della Galleria “In Connection” è un suo personale tributo alla “terra del tufo e del fiume”, cui segue un’ulteriore edizione 2019 realizzata a quattro mani con l’incisore Roberto Carbonaro.
Nel 2022 espone presso la Galleria Russo di Amelia la sua personale: “Aqua” e nel 2024 partecipa con quattro sue opere alla collettiva presso il Museo Archeologico di Amelia nell’ambito di un Progetto culturale pluriennale per la valorizzazione del territorio dal titolo” i CreAttivi”.